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Le zecche: dove si trovano e come proteggersi dal loro morso

06 Agosto 2021

Vivere in campagna o trascorrere weekend rilassanti lontano dal caos della città è il sogno di molti.

Ambienti boschivi, collinari o di montagna sono la meta ideale per riscoprire il piacere della tranquillità e abbandonarsi al fascino della natura, ma sono anche i luoghi preferiti di un ospite indesiderato, la zecca.1

Questo parassita si nutre del sangue degli animali e dell’uomo1 provocando la comparsa di malattie che possono rivelarsi gravi, anche fatali.2

Vediamo, quindi, cosa sono le zecche, dove vivono e come tutelarsi dal loro morso.

Vivere in campagna o trascorrere weekend rilassanti lontano dal caos della città è il sogno di molti. 

Ambienti boschivi, collinari o di montagna sono anche i luoghi preferiti di un ospite indesiderato, la zecca.1

Le zecche: un concentrato di astuzia

Le zecche sono degli artropodi – appartenenti agli aracnidi, la stessa famiglia dei ragni3 – molto piccoli, che quasi mai superano il centimetro di dimensione.3

Hanno una forma tondeggiante da cui partono quattro paia di zampe2 e sono di colore scuro, tra il rosso e il marrone. La testa, che non è differenziabile dal corpo,1 ha un apparato boccale detto rostro che, penetrando attraverso la cute, permette alla zecca di succhiare il sangue della preda.3

Dove vivono le zecche? Le zecche sono presenti in molte parti dell’Europa centro orientale e settentrionale,4 nella zona indicata come “TBE belt”, la cintura euroasiatica della TBE.5 L’habitat preferito di questi parassiti è costituito da zone umide e ombreggiate.2 In particolare prediligono gli ambienti boschivi, i prati, le aree collinari o di montagna1 e si annidano ovunque ci sia vegetazione incolta2, erba, cespugli o letti di foglie secche.1

Ma non solo. Dovendo nutrirsi, le zecche amano i luoghi in cui possono trovare facilmente degli ospiti da attaccare. Per questo ambienti come le stalle, le cucce o i pascoli possono essere la casa ideale di questi parassiti dannosi.3

In che periodo sono più attive le zecche? L’attività di una zecca si concentra prevalentemente nei mesi caldi, quando temperatura e umidità sono più favorevoli. Durante i mesi freddi questi parassiti si nascondono, proteggendosi soprattutto sotto la vegetazione o le pietre, nelle fessure dei muri o sottoterra.

Quando la temperatura si alza nuovamente, le zecche escono dal loro riparo e rimangono attive fino alla stagione autunnale successiva.3 Anche se, raramente, l’attività delle zecche può perdurare anche al di là del periodo estivo.

 

 

Come si nutrono le zecche?

La tattica utilizzata dalle zecche per cercare nutrimento si basa sull’attesa. Questi piccoli ma astuti parassiti, infatti, si appostano sull’estremità delle piante aspettando l’ospite da cui nutrirsi. Gli esseri viventi, animali o umani, emettono calore e anidride carbonica: segnali che vengono percepiti dalle zecche, allertandole. Avvisato dell’arrivo di una preda, il parassita si insedia sul soggetto, attaccandosi alla pelle tramite il rostro e iniziando così a nutrirsi.

Le zecche rimangono a contatto con la fonte di nutrimento dai 2 ai 7 giorni, al termine dei quali si lasciano cadere spontaneamente.3

Come mai così a lungo? Perché il morso della zecca è indolore e, generalmente, non pericoloso. La sua gravità, piuttosto, dipende dai batteri o virus insediati nel parassita stesso e che, proprio attraverso il suo morso, passano direttamente all’uomo, infettandolo.2

Tra le malattie più comuni causate dal morso di zecca ci sono:

  • TBE o encefalite da zecche;
  • Malattia di Lyme;
  • Ehrlichiosi;
  • Febbre bottonosa. 2

Una serie di patologie che possono avere più livelli di gravità. Più debole è il soggetto, più fragile è il suo sistema immunitario e più tempo è trascorso con la zecca agganciata al corpo, più aumentano i rischi.2

Rimuovere presto e bene il parassita, quindi, è importantissimo: per farlo serve una pinzetta1 e qualche precisa indicazione. Vediamo come fare.

 

Guida rapida alla rimozione delle zecche

In caso di morso di zecca, niente panico e niente mosse affrettate. La prima cosa da fare è evitare di utilizzare prodotti come alcol, acetone, ammoniaca, oli o oggetti caldi. Il motivo? Il calore potrebbe facilitare l’espulsione di materiale infetto dalla zecca.3

Per una rimozione efficace della zecca, invece, ecco come comportarsi:

  • indossare dei guanti, per non rischiare di toccare la zecca a mani nude;
  • disinfettare la parte interessata sia prima che dopo aver eliminato la zecca, con un disinfettante incolore;
  • afferrare il parassita con una pinzetta utilizzandola il più vicino possibile alla cute, in modo da estrarre completamente l’acaro;
  • tirare in modo dolce e con una leggera rotazione;
  • prestare attenzione a non schiacciare la zecca per evitare la fuoriuscita di materiale infetto e contagioso;
  • se il rostro rimane incastrato nella pelle è necessario rimuoverlo con un ago sterile;
  • dopo la rimozione controllare per circa 30-40 giorni se appaiono segni o sintomi di infezione. Nel caso in cui si manifestassero disturbi come febbre, spossatezza, dolori alle articolazioni, mal di testa o linfonodi ingrossati è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia.3

E se la comune pinzetta per le sopracciglia non fosse efficace? In commercio esistono delle speciali pinzette che agevolano il movimento rotatorio che serve per rimuovere interamente la zecca.3

 

Come proteggersi?

Prevenire il morso della zecca e ridurre il rischio di essere infettati da malattie anche gravi è possibile.

Se avete in programma una giornata in mezzo alla natura o se solitamente trascorrete tanto tempo all’aria aperta a contatto con gli animali, non dimenticate di:

  • indossare abiti chiari, stivali e un cappello. Gli abiti devono essere preferibilmente coprenti come magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi;
  • controllare ogni parte del corpo per verificare l’eventuale presenza del parassita. Le zecche amano insediarsi sulla testa, sul collo, sui fianchi e dietro alle ginocchia;
  • evitare di toccare l’erba o i cespugli e di avventurarsi dove la vegetazione è alta;
  • spazzolare energicamente gli indumenti prima di rientrare in casa;
  • trattare i propri animali con dei repellenti specifici;3
  • evitare il consumo di latte e formaggi non pastorizzati nelle zone a rischio TBE.6

Per maggiore sicurezza, inoltre, è consigliabile pensare ad una prevenzione specifica, mirata a contrastare una delle malattie più gravi che il morso della zecca provoca: la TBE o encefalite da zecca. La vaccinazione è un’importante arma di prevenzione, ed è indicata soprattutto per chi deve intraprendere un viaggio in zone considerate a rischio, è solito camminare in zone boschive o di montagna o vive a stretto contatto con gli animali.7

 

Bibliografia:

[1] Nostrofiglio.it. Punture di zecca e bambini. Disponibile al sito: https://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-6-14-anni/punture-di-zecca-14-cose-da-sapere [Ultimo accesso 29/07/2021]
[2] My personal trainer. Puntura di zecca. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/puntura-di-zecca.html [Ultimo accesso 29/07/2021]
[3] Epicentro. Zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/ [Ultimo accesso 29/07/2021]
[4] Epicentro. Meningoencefalite da zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/meningoencefalite [Ultimo accesso 28/07/2021]
[5] Dobler G, et al. Epidemiology and distribution of TBE – WMW 2012
[6] European Centre for Disease Prevention and Control. Key messages about tick-borne encephalitis and tick-borne diseases. Disponibile al sito: https://ecdc.europa.eu/en/tick-borne-encephalitis/facts/key-messages [Ultimo accesso 29/07/2021]
[7] My personal trainer. TBE- sintomi, diagnosi, terapie. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/tbe-sintomi-diagnosi-terapia.html [Ultimo accesso 29/07/2021]

 

PP-VAC-ITA-0635

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Vivere in campagna o trascorrere weekend rilassanti lontano dal caos della città è il sogno di molti.

06 Agosto 2021
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Vivere in campagna o trascorrere weekend rilassanti lontano dal caos della città è il sogno di molti.

Ambienti boschivi, collinari o di montagna sono la meta ideale per riscoprire il piacere della tranquillità e abbandonarsi al fascino della natura, ma sono anche i luoghi preferiti di un ospite indesiderato, la zecca.1

Questo parassita si nutre del sangue degli animali e dell’uomo1 provocando la comparsa di malattie che possono rivelarsi gravi, anche fatali.2

Vediamo, quindi, cosa sono le zecche, dove vivono e come tutelarsi dal loro morso.

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Ambienti boschivi, collinari o di montagna sono anche i luoghi preferiti di un ospite indesiderato, la zecca.1

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Le zecche: un concentrato di astuzia

Le zecche sono degli artropodi – appartenenti agli aracnidi, la stessa famiglia dei ragni3 – molto piccoli, che quasi mai superano il centimetro di dimensione.3

Hanno una forma tondeggiante da cui partono quattro paia di zampe2 e sono di colore scuro, tra il rosso e il marrone. La testa, che non è differenziabile dal corpo,1 ha un apparato boccale detto rostro che, penetrando attraverso la cute, permette alla zecca di succhiare il sangue della preda.3

Dove vivono le zecche? Le zecche sono presenti in molte parti dell’Europa centro orientale e settentrionale,4 nella zona indicata come “TBE belt”, la cintura euroasiatica della TBE.5 L’habitat preferito di questi parassiti è costituito da zone umide e ombreggiate.2 In particolare prediligono gli ambienti boschivi, i prati, le aree collinari o di montagna1 e si annidano ovunque ci sia vegetazione incolta2, erba, cespugli o letti di foglie secche.1

Ma non solo. Dovendo nutrirsi, le zecche amano i luoghi in cui possono trovare facilmente degli ospiti da attaccare. Per questo ambienti come le stalle, le cucce o i pascoli possono essere la casa ideale di questi parassiti dannosi.3

In che periodo sono più attive le zecche? L’attività di una zecca si concentra prevalentemente nei mesi caldi, quando temperatura e umidità sono più favorevoli. Durante i mesi freddi questi parassiti si nascondono, proteggendosi soprattutto sotto la vegetazione o le pietre, nelle fessure dei muri o sottoterra.

Quando la temperatura si alza nuovamente, le zecche escono dal loro riparo e rimangono attive fino alla stagione autunnale successiva.3 Anche se, raramente, l’attività delle zecche può perdurare anche al di là del periodo estivo.

 

 

Come si nutrono le zecche?

La tattica utilizzata dalle zecche per cercare nutrimento si basa sull’attesa. Questi piccoli ma astuti parassiti, infatti, si appostano sull’estremità delle piante aspettando l’ospite da cui nutrirsi. Gli esseri viventi, animali o umani, emettono calore e anidride carbonica: segnali che vengono percepiti dalle zecche, allertandole. Avvisato dell’arrivo di una preda, il parassita si insedia sul soggetto, attaccandosi alla pelle tramite il rostro e iniziando così a nutrirsi.

Le zecche rimangono a contatto con la fonte di nutrimento dai 2 ai 7 giorni, al termine dei quali si lasciano cadere spontaneamente.3

Come mai così a lungo? Perché il morso della zecca è indolore e, generalmente, non pericoloso. La sua gravità, piuttosto, dipende dai batteri o virus insediati nel parassita stesso e che, proprio attraverso il suo morso, passano direttamente all’uomo, infettandolo.2

Tra le malattie più comuni causate dal morso di zecca ci sono:

  • TBE o encefalite da zecche;
  • Malattia di Lyme;
  • Ehrlichiosi;
  • Febbre bottonosa. 2

Una serie di patologie che possono avere più livelli di gravità. Più debole è il soggetto, più fragile è il suo sistema immunitario e più tempo è trascorso con la zecca agganciata al corpo, più aumentano i rischi.2

Rimuovere presto e bene il parassita, quindi, è importantissimo: per farlo serve una pinzetta1 e qualche precisa indicazione. Vediamo come fare.

 

Guida rapida alla rimozione delle zecche

In caso di morso di zecca, niente panico e niente mosse affrettate. La prima cosa da fare è evitare di utilizzare prodotti come alcol, acetone, ammoniaca, oli o oggetti caldi. Il motivo? Il calore potrebbe facilitare l’espulsione di materiale infetto dalla zecca.3

Per una rimozione efficace della zecca, invece, ecco come comportarsi:

  • indossare dei guanti, per non rischiare di toccare la zecca a mani nude;
  • disinfettare la parte interessata sia prima che dopo aver eliminato la zecca, con un disinfettante incolore;
  • afferrare il parassita con una pinzetta utilizzandola il più vicino possibile alla cute, in modo da estrarre completamente l’acaro;
  • tirare in modo dolce e con una leggera rotazione;
  • prestare attenzione a non schiacciare la zecca per evitare la fuoriuscita di materiale infetto e contagioso;
  • se il rostro rimane incastrato nella pelle è necessario rimuoverlo con un ago sterile;
  • dopo la rimozione controllare per circa 30-40 giorni se appaiono segni o sintomi di infezione. Nel caso in cui si manifestassero disturbi come febbre, spossatezza, dolori alle articolazioni, mal di testa o linfonodi ingrossati è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia.3

E se la comune pinzetta per le sopracciglia non fosse efficace? In commercio esistono delle speciali pinzette che agevolano il movimento rotatorio che serve per rimuovere interamente la zecca.3

 

Come proteggersi?

Prevenire il morso della zecca e ridurre il rischio di essere infettati da malattie anche gravi è possibile.

Se avete in programma una giornata in mezzo alla natura o se solitamente trascorrete tanto tempo all’aria aperta a contatto con gli animali, non dimenticate di:

  • indossare abiti chiari, stivali e un cappello. Gli abiti devono essere preferibilmente coprenti come magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi;
  • controllare ogni parte del corpo per verificare l’eventuale presenza del parassita. Le zecche amano insediarsi sulla testa, sul collo, sui fianchi e dietro alle ginocchia;
  • evitare di toccare l’erba o i cespugli e di avventurarsi dove la vegetazione è alta;
  • spazzolare energicamente gli indumenti prima di rientrare in casa;
  • trattare i propri animali con dei repellenti specifici;3
  • evitare il consumo di latte e formaggi non pastorizzati nelle zone a rischio TBE.6

Per maggiore sicurezza, inoltre, è consigliabile pensare ad una prevenzione specifica, mirata a contrastare una delle malattie più gravi che il morso della zecca provoca: la TBE o encefalite da zecca. La vaccinazione è un’importante arma di prevenzione, ed è indicata soprattutto per chi deve intraprendere un viaggio in zone considerate a rischio, è solito camminare in zone boschive o di montagna o vive a stretto contatto con gli animali.7

 

Bibliografia:

[1] Nostrofiglio.it. Punture di zecca e bambini. Disponibile al sito: https://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-6-14-anni/punture-di-zecca-14-cose-da-sapere [Ultimo accesso 29/07/2021]
[2] My personal trainer. Puntura di zecca. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/puntura-di-zecca.html [Ultimo accesso 29/07/2021]
[3] Epicentro. Zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/ [Ultimo accesso 29/07/2021]
[4] Epicentro. Meningoencefalite da zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/meningoencefalite [Ultimo accesso 28/07/2021]
[5] Dobler G, et al. Epidemiology and distribution of TBE – WMW 2012
[6] European Centre for Disease Prevention and Control. Key messages about tick-borne encephalitis and tick-borne diseases. Disponibile al sito: https://ecdc.europa.eu/en/tick-borne-encephalitis/facts/key-messages [Ultimo accesso 29/07/2021]
[7] My personal trainer. TBE- sintomi, diagnosi, terapie. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/tbe-sintomi-diagnosi-terapia.html [Ultimo accesso 29/07/2021]

 

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