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Azione Prevenzione

Encefalite da zecche

COS'È?

ENCEFALITE DA ZECCHE: CHE COS'È?

L’encefalite da zecca (TBE, meningoencefalite da zecche o meningoencefalite primaverile - estiva) è una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale, trasmessa da alcuni tipi di zecca o, raramente, da latte e latticini non pastorizzati. Due terzi delle infezioni sono asintomatiche; le restanti hanno sintomi simili a quelli dell’influenza e, in alcuni casi, evolvono in una seconda fase che interessa il sistema nervoso centrale con possibile meningite, meningoencefalite, paralisi, infiammazione del midollo spinale o delle radici dei nervi spinali.1

Identificata per la prima volta in Italia nel 19942, l’encefalite virale da zecca è diventata nel tempo un problema di sanità pubblica. Negli ultimi trent’anni in Europa i casi segnalati sono cresciuti del 400% nelle regioni endemiche, cioè Austria, Germania, Svezia, Croazia, Finlandia, Norvegia, Ungheria, Slovenia, Finlandia, Polonia, parte dell'ex Unione Sovietica, Svizzera e Repubblica Ceca.3

Ne esistono 3 varianti:

  • sottotipo europeo (causato dalla zecca Ixodes ricinus), diffuso nelle aree rurali e foreste dell’Europa centrale, orientale e settentrionale. La malattia arriva alla seconda fase nel 20-30% dei pazienti; in tale fase nei bambini prevale la meningite, negli adulti di più di quarant’anni l’encefalite. La mortalità è compresa tra 0,5% e 2% (più alta negli anziani) e in un caso su dieci sorgono complicanze neurologiche gravi;
  • sottotipo siberiano, endemico in Siberia, Urali, Russia orientale e alcune zone dell’Europa nord-orientale. La malattia ha forma lieve e mortalità fra 1% e 3%, ma tende a diventare cronica;
  • sottotipo dell’estremo oriente, radicato in alcune aree di Russia orientale, Cina e Giappone. È la forma più grave, caratterizzata dal 35% di mortalità.1

IN ITALIA

L’ENCEFALITE DA ZECCA IN ITALIA

I casi di encefalite virale in Italia sono in aumento: si è passati dai due episodi segnalati nel 1992 ai 19 del 2002. Sono considerate zone endemiche le province di Trento, Belluno e Gorizia.4

Dal 2000 al 2016 sono pervenute 456 segnalazioni, delle quali 193 associate a conseguenze transitorie (tremori, cefalea, senso di debolezza o difficoltà di concentrazione). Nei casi più gravi la patologia ha causato danni permanenti al sistema motorio (deficit di movimento, paresi di gambe e braccia, progressiva difficoltà a camminare e a coordinare i movimenti). L’indice di mortalità è stato dello 0,7%.

Il picco delle infezioni da encefalite virale si verifica in luglio: la media del 2000-2016 per questo mese è di un centinaio di segnalazioni. Seguono giugno (più di 80), maggio, agosto e ottobre (circa 60).5

LE CAUSE

CAUSE DELL’ENCEFALITE DA ZECCHE

Larve, ninfe e insetti adulti possono fare da serbatoi al virus della TBE (cioè lo conservano) e da vettori (lo trasmettono all’uomo).3 Boschi e prati sono l’habitat preferito delle zecche, specie in zone e periodi dell’anno in cui il clima umido ne favorisce la riproduzione.1 In aggiunta, le migrazioni di uccelli contribuiscono a diffondere il virus in altre aree geografiche.2

SINTOMI

SINTOMI DELLA TBE

Due terzi delle persone non manifestano sintomi di encefalite da zecca.2

Nelle altre, la malattia ha un periodo di incubazione variabile:

  • sette/otto giorni se veicolata dal morso della zecca (raramente è più lungo, fino a quattro settimane);
  • intorno ai quattro giorni se trasmessa da latticini.

I sintomi della prima fase assomigliano a quelli dell’influenza:

  • febbre alta;
  • forte mal di testa;
  • nausea;
  • dolori a muscoli e/o articolazioni;
  • sensazione di affaticamento.1

Nell’80-90% dei pazienti l’infezione regredisce. Negli altri attraversa un periodo asintomatico (minimo 24 ore, massimo 33 giorni, in media una settimana) e poi si acutizza coinvolgendo il sistema nervoso centrale.2 Nella seconda fase possono insorgere:

  • meningite;
  • meningoencefalite;
  • paralisi;
  • infiammazione del midollo spinale e delle radici dei nervi spinali.1

COME SI TRASMETTE

COME SI TRASMETTE L’ENCEFALITE DA ZECCA

Sono diverse le modalità di infezione:

  • morso di zecca infetta insediata su cani, uccelli, roditori, ovini e caprini selvatici e domestici;
  • consumo di latte e latticini non pastorizzati;
  • contagio da persona a persona, raro ma possibile in gravidanza dalla madre al feto, oppure tramite trasfusioni, aghi infetti o aerosol.1

CHI È A RISCHIO

CHI È A RISCHIO DI TBE

Il rischio è più alto nelle aree endemiche, in particolare per:

  • turisti non vaccinati;
  • chi passa molto tempo all’aperto, specie in campi, prati e boschi. 1

DIAGNOSI

DIAGNOSI DELLA MENINGOENCEFALITE

Nella prima fase ci si può accorgere dell’encefalite da zecca da un’analisi del sangue che evidenzi uno scarso numero di globuli bianchi o di piastrine, oppure alti livelli di enzimi epatici nel siero. Nella seconda fase è indicativo l’elevato numero di globuli bianchi nel sangue o nel liquido cerebrospinale.6 Il test immunoenzimatico ELISA può svelare la presenza o assenza di anticorpi del virus. 1

TRATTAMENTO E PREVENZIONE

TRATTAMENTO E PREVENZIONE DELLA TBE

Non esiste una cura specifica per la TBE, ma si possono alleviare i sintomi con farmaci antinfiammatori (per esempio corticosteroidi) somministrati dal personale medico. Per meningite, encefalite o meningoencefalite, invece, è opportuno il ricovero in ospedale.

In caso di attività all’aperto prolungate è consigliabile:

  • usare repellenti contro le zecche;
  • indossare abiti con maniche e pantaloni lunghi;
  • verificare di non avere zecche sul corpo dopo tali attività;
  • togliere l’eventuale zecca dalla pelle con una pinzetta.

Inoltre, è prudente evitare di consumare latte e latticini non pastorizzati.

Vaccinarsi è la prevenzione più efficace. Il vaccino per il virus della meningoencefalite è consigliato nelle zone endemiche.1

Referenze:
[1] Ministero della Salute, portale salute.gov.it, disponibile all’indirizzo

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=242&area=Malattie_trasmesse_da_vettori [ultimo accesso 11/03/2019]

[2] Istituto superiore di sanità, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, portale Epicentro, disponibile all’indirizzo

https://www.epicentro.iss.it/zecche/meningoencefalite [ultimo accesso 11/03/2019]

[3] Società Italiana d’Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, portale Vaccinarsi, disponibile all’indirizzo

https://www.vaccinarsi.org/scienza-conoscenza/malattie-prevenibili/encefalite-tbe [ultimo accesso 08/07/2019]

[4] Regione Veneto, portale salute.regione.veneto.it, disponibile all’indirizzo

https://salute.regione.veneto.it/mobilevac/Malattie/Dettaglio?Id=TBE [ultimo accesso 11/03/2019]

[5] Ministero della Salute, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, circolare 8 giugno 2018, disponibile all’indirizzo

http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2018&codLeg=64820&parte=1&serie  [ultimo accesso 8/07/2019]

[6] U.S. Department of Health & Human Services, Centers for Disease Control and Prevention, National Center for Emerging and Zoonotic Infectious Diseases (NCEZID), Division of High-Consequence Pathogens and Pathology (DHCPP), Viral Special Pathogens Branch (VSPB), disponibile all’indirizzo

https://www.cdc.gov/vhf/tbe/index.html [ultimo accesso 11/03/2019]

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