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Azione Prevenzione

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Zecche: quali malattie trasmettono?

29 Luglio 2021

Quando si parla di zecche il primo pensiero va subito agli animali domestici.

Quello che però non tutti sanno è che questi parassiti possono attaccare anche l’uomo, infettandolo con il loro morso1 e provocando una serie di malattie più o meno gravi a seconda della specie di zecca, del tempo impiegato per rimuovere il parassita e della reattività del sistema immunitario dell’individuo.1

Approfondiamo insieme l’argomento per saperne di più.

...questi acari possono aggredire anche l’uomo, infettandolo con il loro morso1 e provocando una serie di malattie più o meno gravi...

Le zecche non sono degli insetti ma degli artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi, la stessa di ragni e scorpioni.2 

Zecche: cosa sono, dove vivono e come riconoscerle

Per prima cosa è necessario specificare che le zecche non sono degli insetti ma degli artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi, la stessa di ragni e scorpioni.2

Sono di colore scuro1 e hanno dimensioni piuttosto ridotte, da pochi millimetri fino ad un centimetro.2

Il corpo, non distinguibile dalla testa, è di forma tondeggiante e presenta quattro paia di zampe. Voraci e parassiti, le zecche sono munite di un apparato boccale provvisto di piccoli denti1 in grado di ancorarsi saldamente alla cute di animali e uomini e succhiare il sangue di cui si nutrono.2

Vivono circa 2 anni1 durante i quali attraversano 4 stadi di crescita, uovo, larva, ninfa e adulto che possono susseguirsi anche su ospiti diversi.2

Qual è il loro habitat? Le zecche prediligono gli ambienti ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva,2 bassa e incolta,1 con un clima umido e dove possono trovare fonti di cibo. Proprio per questo i luoghi che ospitano gli animali, come le stalle, i pascoli o le cucce, sono tra gli spazi preferiti dal parassita.2

Come si muovono? Al contrario di quello che si può pensare le zecche non saltano e non volano. La loro peculiarità è quella di attendere l’ospite da parassitare rimanendo appostate all’estremità delle piante. L’anidride carbonica emessa dall’essere vivente e il suo calore del corpo fungono da campanello d’allarme: le zecche riconoscono la presenza di una “vittima” e la attaccano e iniziano a succhiarne il sangue.2

 

Morso della zecca: è pericoloso?

Grazie al rilascio di una sostanza anestetizzante, il morso con cui la zecca si fissa all’ospite è indolore: accorgersene subito, quindi, è quasi impossibile. La convivenza dura dai 2 ai 7 giorni, tempo in cui il parassita si nutre e al termine del quale si lascia cadere spontaneamente.2

Il morso della zecca in sé non è dannoso. Quello che può renderlo grave sono i microrganismi, i virus, e i batteri presenti nella zecca stessa che si diffondono nel corpo dell’ospite tramite il morso e che possono dare vita a numerose patologie.1

Con un solo morso di zecca è possibile sviluppare:

  • L’encefalite da zecca o TBE, causata da un virus del genere Flavivirus, simile a quello della febbre gialla, che colpisce il sistema nervoso centrale.3
  • La malattia di Lyme, provocata dal batterio Borrelia burgdorferi. Si caratterizza per la formazione di un eritema sulla pelle che si espande progressivamente e dalla presenza di febbre, dolori articolari, mal di testa e variazioni dell'umore;
  • La febbre bottonosa, trasmessa dai batteri Rickettsia conorii. Provoca un rialzo della temperatura e problemi cutanei, macchie, papule e la formazione di crosticine nere;
  • L’ehrlichiosi, un’infezione batterica generata dal Riphicefalus sanguinens. È una malattia dal decorso acuto ma che spesso passa inosservata, poiché si presenta con i tipici sintomi influenzali, febbre,  nauseavomito e dolori muscolari.1

 

TBE: cosa c’è da sapere e come intervenire

Diagnosticata nel nostro Paese per la prima volta nel 1994, la TBE ad oggi è presente in molte parti dell’Europa centro orientale e settentrionale3, nella zona indicata come “TBE belt”, la cintura euroasiatica della TBE4. Negli ultimi 30 anni il numero di casi negli esseri umani nelle regioni endemiche europee è aumentato del 400%, diventando un vero e proprio problema sanitario.5

Il virus responsabile della TBE non si può trasmettere da persona a persona, ma solo attraverso il morso della zecca infetta. È possibile, invece, la trasmissione in gravidanza, dalla mamma al feto6, e anche tramite il consumo di latte e formaggi non pastorizzati derivanti da animali infetti.7 

I soggetti più a rischio di infezione sono gli adulti8 e in generale chiunque svolga attività all’aperto come caccia, raccolta dei funghi, campeggio, attività forestale: è muovendosi negli spazi erbosi, infatti, che aumenta la probabilità di imbattersi in una zecca appostata.6

Diagnosticare la TBE può essere complicato perché nel 65% circa dei casi risulta asintomatica.8

Nel caso in cui, invece, la malattia presenti dei sintomi, dopo un periodo di circa 7 giorni di incubazione, si manifesta con disturbi generici come:

  • febbre;
  • malessere generale e affaticamento;
  • mal di testa;
  • dolori muscolari;
  • nausea.9

A questa prima fase piuttosto silente segue un periodo asintomatico variabile, che può durare anche 30 giorni, e che può precedere una seconda fase in cui la patologia si acutizza in modo molto severo, colpendo il sistema nervoso centrale. È a questo punto che l’encefalite da zecca, può scatenare conseguenze molto gravi, come:

  • meningite;
  • paralisi;
  • meningoencefalite;
  • infiammazione del midollo spinale.9

Nella maggior parte dei casi i disturbi neurologici durano circa 2 settimane scomparendo lentamente, e solo nelle forme più severe i pazienti possono riportare conseguenze permanenti. 1 o 2 soggetti colpiti su 100, invece, muoiono di TBE: una percentuale ridotta, ma comunque importante e che rende fondamentale una prevenzione attiva e una diagnosi rapida.8

Come diagnosticare la TBE? Individuare subito la patologia può essere complicato a causa della frequente assenza di sintomi e dell’iniziale somiglianza con una normale influenza.8 Nei soggetti che sono stati a lungo all’aperto esposti al morso delle zecche, però, ai primi campanelli d’allarme è importante fare un controllo: la malattia può essere accertata esaminando il liquido cerebrospinale10 o il siero – prelevato durante la fase più acuta della malattia – in cui sono presenti gli anticorpi verso il virus.8

Come curarsi? Per la TBE non ci sono cure specifiche, ma solo una terapia di supporto per alleviare i singoli sintomi. Nei casi di complicazioni come la meningite o la meningoencefalite è necessario il ricovero in ospedale.11

 

 

TBE: la prima cura è la prevenzione.

Come per la maggior parte delle malattie, il modo migliore per stare bene è giocare d’anticipo.

Se in vista c’è una gita all’aria aperta o se la vita di campagna, magari a contatto con gli animali, fa parte della routine quotidiana, per evitare un contagio da TBE è importante seguire qualche accorgimento preventivo come:

  • indossare abiti a maniche lunghe e pantaloni lunghi, in grado di proteggere il corpo;
  • utilizzare repellenti contro le zecche;
  • controllare il corpo per verificare l’eventuale presenza del parassita e nel caso rimuoverlo con una pinzetta.12

Tutto questo, però, può non bastare. Per chi intraprende viaggi, per chi vive o lavora in zone endemiche o aree rurali e boschive, Per evitare di contrarre la malattia, in particolare per chi intraprende viaggi in zone a rischio, è raccomandata la profilassi vaccinale.13

 

 

Bibliografia
1. My personal trainer. Puntura di zecca. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/puntura-di-zecca.html [Ultimo accesso 28/07/2021]
2. Epicentro. Zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/ [Ultimo accesso 28/07/2021]
3. Epicentro. Meningoencefalite da zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/meningoencefalite [Ultimo accesso 28/07/2021]
4. Dobler G, et al. Epidemiology and distribution of TBE – WMW 2012
5. [5] Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=1  [Ultimo accesso 28/07/2021]
6. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Come si trasmette. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=2 [Ultimo accesso 28/07/2021]
7. European Centre for Disease Prevention and Control. Key messages about tick-borne encephalitis and tick-borne diseases. Disponibile al sito: https://ecdc.europa.eu/en/tick-borne-encephalitis/facts/key-messages [Ultimo accesso 28/07/2021]
8. My personal trainer. TBE – Sintomi, Diagnosi, Terapie. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/tbe-sintomi-diagnosi-terapia.html [Ultimo accesso 28/07/2021]
9. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Sintomi e segni. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=3 [Ultimo accesso 28/07/2021]
10. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Diagnosi. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=4 [Ultimo accesso 28/07/2021]
11. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Terapia. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=5 [Ultimo accesso 28/07/2021]
12. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Prevenzione. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=6 [Ultimo accesso 28/07/2021]
13. PNPV 2017-2019

PP-VAC-ITA-0634

Yes

Quando si parla di zecche il primo pensiero va subito agli animali domestici.

29 Luglio 2021
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Quando si parla di zecche il primo pensiero va subito agli animali domestici.

Quello che però non tutti sanno è che questi parassiti possono attaccare anche l’uomo, infettandolo con il loro morso1 e provocando una serie di malattie più o meno gravi a seconda della specie di zecca, del tempo impiegato per rimuovere il parassita e della reattività del sistema immunitario dell’individuo.1

Approfondiamo insieme l’argomento per saperne di più.

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Le zecche non sono degli insetti ma degli artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi, la stessa di ragni e scorpioni.2 

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Zecche: cosa sono, dove vivono e come riconoscerle

Per prima cosa è necessario specificare che le zecche non sono degli insetti ma degli artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi, la stessa di ragni e scorpioni.2

Sono di colore scuro1 e hanno dimensioni piuttosto ridotte, da pochi millimetri fino ad un centimetro.2

Il corpo, non distinguibile dalla testa, è di forma tondeggiante e presenta quattro paia di zampe. Voraci e parassiti, le zecche sono munite di un apparato boccale provvisto di piccoli denti1 in grado di ancorarsi saldamente alla cute di animali e uomini e succhiare il sangue di cui si nutrono.2

Vivono circa 2 anni1 durante i quali attraversano 4 stadi di crescita, uovo, larva, ninfa e adulto che possono susseguirsi anche su ospiti diversi.2

Qual è il loro habitat? Le zecche prediligono gli ambienti ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva,2 bassa e incolta,1 con un clima umido e dove possono trovare fonti di cibo. Proprio per questo i luoghi che ospitano gli animali, come le stalle, i pascoli o le cucce, sono tra gli spazi preferiti dal parassita.2

Come si muovono? Al contrario di quello che si può pensare le zecche non saltano e non volano. La loro peculiarità è quella di attendere l’ospite da parassitare rimanendo appostate all’estremità delle piante. L’anidride carbonica emessa dall’essere vivente e il suo calore del corpo fungono da campanello d’allarme: le zecche riconoscono la presenza di una “vittima” e la attaccano e iniziano a succhiarne il sangue.2

 

Morso della zecca: è pericoloso?

Grazie al rilascio di una sostanza anestetizzante, il morso con cui la zecca si fissa all’ospite è indolore: accorgersene subito, quindi, è quasi impossibile. La convivenza dura dai 2 ai 7 giorni, tempo in cui il parassita si nutre e al termine del quale si lascia cadere spontaneamente.2

Il morso della zecca in sé non è dannoso. Quello che può renderlo grave sono i microrganismi, i virus, e i batteri presenti nella zecca stessa che si diffondono nel corpo dell’ospite tramite il morso e che possono dare vita a numerose patologie.1

Con un solo morso di zecca è possibile sviluppare:

  • L’encefalite da zecca o TBE, causata da un virus del genere Flavivirus, simile a quello della febbre gialla, che colpisce il sistema nervoso centrale.3
  • La malattia di Lyme, provocata dal batterio Borrelia burgdorferi. Si caratterizza per la formazione di un eritema sulla pelle che si espande progressivamente e dalla presenza di febbre, dolori articolari, mal di testa e variazioni dell'umore;
  • La febbre bottonosa, trasmessa dai batteri Rickettsia conorii. Provoca un rialzo della temperatura e problemi cutanei, macchie, papule e la formazione di crosticine nere;
  • L’ehrlichiosi, un’infezione batterica generata dal Riphicefalus sanguinens. È una malattia dal decorso acuto ma che spesso passa inosservata, poiché si presenta con i tipici sintomi influenzali, febbre,  nauseavomito e dolori muscolari.1

 

TBE: cosa c’è da sapere e come intervenire

Diagnosticata nel nostro Paese per la prima volta nel 1994, la TBE ad oggi è presente in molte parti dell’Europa centro orientale e settentrionale3, nella zona indicata come “TBE belt”, la cintura euroasiatica della TBE4. Negli ultimi 30 anni il numero di casi negli esseri umani nelle regioni endemiche europee è aumentato del 400%, diventando un vero e proprio problema sanitario.5

Il virus responsabile della TBE non si può trasmettere da persona a persona, ma solo attraverso il morso della zecca infetta. È possibile, invece, la trasmissione in gravidanza, dalla mamma al feto6, e anche tramite il consumo di latte e formaggi non pastorizzati derivanti da animali infetti.7 

I soggetti più a rischio di infezione sono gli adulti8 e in generale chiunque svolga attività all’aperto come caccia, raccolta dei funghi, campeggio, attività forestale: è muovendosi negli spazi erbosi, infatti, che aumenta la probabilità di imbattersi in una zecca appostata.6

Diagnosticare la TBE può essere complicato perché nel 65% circa dei casi risulta asintomatica.8

Nel caso in cui, invece, la malattia presenti dei sintomi, dopo un periodo di circa 7 giorni di incubazione, si manifesta con disturbi generici come:

  • febbre;
  • malessere generale e affaticamento;
  • mal di testa;
  • dolori muscolari;
  • nausea.9

A questa prima fase piuttosto silente segue un periodo asintomatico variabile, che può durare anche 30 giorni, e che può precedere una seconda fase in cui la patologia si acutizza in modo molto severo, colpendo il sistema nervoso centrale. È a questo punto che l’encefalite da zecca, può scatenare conseguenze molto gravi, come:

  • meningite;
  • paralisi;
  • meningoencefalite;
  • infiammazione del midollo spinale.9

Nella maggior parte dei casi i disturbi neurologici durano circa 2 settimane scomparendo lentamente, e solo nelle forme più severe i pazienti possono riportare conseguenze permanenti. 1 o 2 soggetti colpiti su 100, invece, muoiono di TBE: una percentuale ridotta, ma comunque importante e che rende fondamentale una prevenzione attiva e una diagnosi rapida.8

Come diagnosticare la TBE? Individuare subito la patologia può essere complicato a causa della frequente assenza di sintomi e dell’iniziale somiglianza con una normale influenza.8 Nei soggetti che sono stati a lungo all’aperto esposti al morso delle zecche, però, ai primi campanelli d’allarme è importante fare un controllo: la malattia può essere accertata esaminando il liquido cerebrospinale10 o il siero – prelevato durante la fase più acuta della malattia – in cui sono presenti gli anticorpi verso il virus.8

Come curarsi? Per la TBE non ci sono cure specifiche, ma solo una terapia di supporto per alleviare i singoli sintomi. Nei casi di complicazioni come la meningite o la meningoencefalite è necessario il ricovero in ospedale.11

 

 

TBE: la prima cura è la prevenzione.

Come per la maggior parte delle malattie, il modo migliore per stare bene è giocare d’anticipo.

Se in vista c’è una gita all’aria aperta o se la vita di campagna, magari a contatto con gli animali, fa parte della routine quotidiana, per evitare un contagio da TBE è importante seguire qualche accorgimento preventivo come:

  • indossare abiti a maniche lunghe e pantaloni lunghi, in grado di proteggere il corpo;
  • utilizzare repellenti contro le zecche;
  • controllare il corpo per verificare l’eventuale presenza del parassita e nel caso rimuoverlo con una pinzetta.12

Tutto questo, però, può non bastare. Per chi intraprende viaggi, per chi vive o lavora in zone endemiche o aree rurali e boschive, Per evitare di contrarre la malattia, in particolare per chi intraprende viaggi in zone a rischio, è raccomandata la profilassi vaccinale.13

 

 

Bibliografia
1. My personal trainer. Puntura di zecca. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/puntura-di-zecca.html [Ultimo accesso 28/07/2021]
2. Epicentro. Zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/ [Ultimo accesso 28/07/2021]
3. Epicentro. Meningoencefalite da zecche. Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/zecche/meningoencefalite [Ultimo accesso 28/07/2021]
4. Dobler G, et al. Epidemiology and distribution of TBE – WMW 2012
5. [5] Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=1  [Ultimo accesso 28/07/2021]
6. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Come si trasmette. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=2 [Ultimo accesso 28/07/2021]
7. European Centre for Disease Prevention and Control. Key messages about tick-borne encephalitis and tick-borne diseases. Disponibile al sito: https://ecdc.europa.eu/en/tick-borne-encephalitis/facts/key-messages [Ultimo accesso 28/07/2021]
8. My personal trainer. TBE – Sintomi, Diagnosi, Terapie. Disponibile al sito: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/tbe-sintomi-diagnosi-terapia.html [Ultimo accesso 28/07/2021]
9. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Sintomi e segni. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=3 [Ultimo accesso 28/07/2021]
10. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Diagnosi. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=4 [Ultimo accesso 28/07/2021]
11. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Terapia. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=5 [Ultimo accesso 28/07/2021]
12. Ministero della Salute. Encefalite da zecche. Prevenzione. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=242&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=6 [Ultimo accesso 28/07/2021]
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