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POLMONITE IN ETÀ INFANTILE

26 Ottobre 2021

Mamma e papà, ecco come riconoscerla e come comportarsi.

Polmonite letteralmente significa “infezione del polmone”1 ed è una delle patologie che colpiscono più facilmente quando il sistema immunitario è fragile, come nei bambini2: è una malattia infiammatoria a carico dell’apparato respiratorio che, in particolare, interessa i polmoni. Una patologia piuttosto diffusa: in Italia, ogni anno, ne vengono diagnosticati circa 200.000 casi.2

Come riconoscere i sintomi e come agire in caso di contagio? Mamma e papà: ecco una guida per prevenire, identificare e curare la polmonite nei più piccoli.

La polmonite è un’infiammazione che colpisce gli alveoli polmonari

Polmonite letteralmente significa “infezione del polmone”1 ed è una delle patologie che colpiscono più facilmente quando il sistema immunitario è fragile.

La polmonite: quella di origine batterica è la più diffusa

La polmonite è un’infiammazione che colpisce gli alveoli polmonari, ovvero la parte terminale dei polmoni, la cui funzione è quella di estrarre ossigeno dall’aria che si respira, cedendo anidride carbonica.3

La sua origine? Solitamente è virale o batterica. Nel primo caso, i responsabili della polmonite virale – che si manifesta soprattutto nei bambini – sono virus di tipo respiratorio. Nel caso della polmonite batterica, invece, è principalmente lo Streptococcus pneumoniae o pneumococco la causa principale scatenante.3

Cos’è? Spesso lo pneumococco risiede in modo del tutto innocuo nel tratto respiratorio superiore dell’organismo di adulti e bambini e in quello dei più piccoli (più precisamente localizzandosi nel naso e nella faringe), senza creare problemi. Quando, però, le difese immunitarie si abbassano o sono poco sviluppate – come nel caso dei bambini – il batterio riesce a superare la barriera naso-faringea, causando un’infezione alle vie respiratorie.4

Si parla, quindi, di polmonite batterica: più diffusa di quella virale, rappresenta la maggior parte dei casi di infezione.3

Le vie respiratorie si infiammano e gli alveoli polmonari si riempiono di liquido, rendendo difficoltoso il naturale scambio gassoso prodotto durante l’atto respiratorio e causando la tosse. Se l’infezione risulta particolarmente estesa, e quindi più grave, si può arrivare anche alla morte del paziente.3

A questo proposito i numeri raccontano una situazione severa, anche per quanto riguarda i più piccoli. Secondo i dati riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, solo le infezioni causate da pneumococco comportano ogni anno circa 1,6 milioni di decessi.5 Tra questi, circa un milione riguardano i bambini di età inferiore a 5 anni.3

Come riconoscere la polmonite in un bambino

 

Come riconoscere la polmonite in un bambino: modalità di contagio e principali sintomi

Lo pneumococco si trasmette da soggetto a soggetto attraverso le goccioline di saliva infette disperse nell’aria. Colpi di tosse, starnuti o anche parlare a distanza ravvicinata e toccare superfici contaminate, sono tutti possibili veicoli di contagio. La diffusione del batterio, poi, è favorita nei luoghi affollati: asili e scuole sono, tra gli altri, spazi in cui è più probabile venire a contatto con lo pneumococco e in cui il livello di attenzione dei genitori deve aumentare.4

Non sempre, però, si riesce ad anticipare il contagio. Come capire, allora, se il piccolo ha contratto la polmonite?

I sintomi più comuni e presenti a tutte le età sono la tosse, che può essere accompagnata da catarro, e la difficoltà a respirare.3

Tra gli altri sintomi tipici della polmonite spiccano, poi:

  • presenza di brividi;
  • sudorazione;
  • accelerazione del battito cardiaco;
  • sensazione di malessere generalizzato;
  • perdita di appetito;
  • respiro affannoso a volte accompagnato da dolori al torace.3

Soprattutto nei bambini, inoltre, un campanello d’allarme a cui prestare attenzione è l’insorgere della febbre che spesso si presenta elevata.2

Se il piccolo manifesta uno o più di questi sintomi, è fondamentale rivolgersi in modo tempestivo al medico: dato che nei bambini riconoscere se la polmonite è di origine batterica o virale è quasi impossibile, solo uno specialista può formulare una corretta diagnosi ed indicare la terapia più appropriata da seguire per guarire ed evitare complicazioni.1

 

Come curare la polmonite in età infantile: diagnosi e terapia

Se il piccolo presenta uno o più sintomi della polmonite è importante fissare tempestivamente una visita dal pediatra, per capire se è in corso la malattia.3

Soprattutto quando è in fase iniziale o in forma lieve, infatti, la polmonite può essere confusa con altre patologie o scambiata per un’infezione toracica o una bronchite. Un modo per capire se il polmone è a rischio? La valutazione della frequenza respiratoria, che risulta più elevata in caso di lesione.1

Una volta diagnosticata, la polmonite viene trattata con una terapia antibiotica: una prassi nei bambini di età superiore ai 2 anni a causa della difficoltà nel distinguere l’origine virale o batterica della malattia. Nei bambini di età inferiore ai 2 anni, soprattutto quando i sintomi sono lievi, è invece previsto un periodo di osservazione in alternativa ai medicinali: questo perché nei primi anni di vita la polmonite è spesso di carattere virale.1

In generale, ad ogni terapia vanno associati riposo e tanta idratazione: mamme e papà, per aiutare la guarigione, tenete il piccolo in casa, al caldo, e fatelo bere tanto!3

Come curare la polmonite in età infantile

 

Prevenzione: proteggere i bambini dalla polmonite si può

Mettere al riparo i bambini dalla polmonite è possibile, e gli strumenti a disposizione dei genitori sono più di uno.

I principali sono dettati dal buon senso come, ad esempio, quelli legati al rispetto delle norme igieniche di base. Tutte le persone che vengono a contatto con un bambino dovrebbero: 3

  • lavare spesso le mani, per evitare di contaminare le superfici e gli oggetti con i batteri;
  • coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce;
  • buttare via i fazzoletti di carta una volta usati.

Il contagio da pneumococco, inoltre, è prevenibile attraverso una vaccinazione specifica, che in Italia è raccomandata a tutti i bambini,3 e che viene somministrata in tre dosi durante il primo anno di età.

Secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017- 2019, la prima vaccinazione antipneumococcica avviene al terzo mese di vita, la seconda dose viene somministrata al quinto mese, mentre il terzo richiamo viene fatto tra l’undicesimo e il tredicesimo mese.6

Per ridurre al minimo il rischio di contrarre la polmonite è importante completare l’intero ciclo di vaccinazioni, assicurando così la massima protezione al bambino: considerato, infatti, che statisticamente il maggior numero di contagi avvengono tra i 6 e gli 11 mesi di vita del piccolo, eseguire entro quella data le prime due somministrazioni è fondamentale per ottenere una copertura efficace. Chiudere il ciclo, con la terza dose, garantisce, infine, una protezione dal batterio dello pneumococco a lungo termine.7

Una buona norma, quella della prevenzione, che ha dimostrato concretamente la sua efficacia: secondo uno studio recente, a partire dall’inserimento di questa vaccinazione nei programmi sanitari europei, il tasso di infezioni gravi da pneumococco riguardanti i bambini sotto i 5 anni è drasticamente sceso del 55%.4

 

Bibliografia

[1] Ansa. La polmonite in 8 domande e risposte. Disponibile al sito:  http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_bambini/notizie_dai_pediatri/2016/11/09/la-polmonite-in-8-domande-e-risposte-_799c27cd-bb0c-4047-ac43-c4405f6ecab6.html [Ultimo accesso 04/11/2021]

[2] Ok salute. Polmonite: cause, sintomi e vaccino. Disponibile al sito: https://www.ok-salute.it/salute/polmonite-cause-sintomi-cure-e-vaccino/ [Ultimo accesso 04/11/2021]

[3] Ministero della salute. Malattie infettive. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=121&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=1 [Ultimo accesso 04/11/2021]

[4] Vaccinarsì. Infezione da pneumococco. Disponibile al sito: https://www.vaccinarsi.org/scienza-conoscenza/malattie-prevenibili/pneumocco [Ultimo accesso 04/11/2021]

[5] World Health Organization (WHO), Weekly epidemiological record, No 12, 2007, 82, 93-104. Disponibile al sito: https://www.who.int/immunization/wer8212pneumococcus_child_Mar07_position_paper.pdf?ua=1 - :~:text=En 2005, l'OMS a,dans des pays en développement [Ultimo accesso 04/11/2021]

[6] PNPV, 2017-2019. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_4829_listaFile_itemName_0_file.pdf [Ultimo accesso 04/11/2021]

[7] Alain Gervaix et al., “Pneumococcal Vaccination in Europe: Schedule Adherence”, Clinical Therapeutics/Volume 36, Number 5, 2014 [Ultimo accesso 04/11/2021]

 

 

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Come riconoscere i sintomi e come agire in caso di contagio?

26 Ottobre 2021
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Mamma e papà, ecco come riconoscerla e come comportarsi.

Polmonite letteralmente significa “infezione del polmone”1 ed è una delle patologie che colpiscono più facilmente quando il sistema immunitario è fragile, come nei bambini2: è una malattia infiammatoria a carico dell’apparato respiratorio che, in particolare, interessa i polmoni. Una patologia piuttosto diffusa: in Italia, ogni anno, ne vengono diagnosticati circa 200.000 casi.2

Come riconoscere i sintomi e come agire in caso di contagio? Mamma e papà: ecco una guida per prevenire, identificare e curare la polmonite nei più piccoli.

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Polmonite letteralmente significa “infezione del polmone”1 ed è una delle patologie che colpiscono più facilmente quando il sistema immunitario è fragile.

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La polmonite: quella di origine batterica è la più diffusa

La polmonite è un’infiammazione che colpisce gli alveoli polmonari, ovvero la parte terminale dei polmoni, la cui funzione è quella di estrarre ossigeno dall’aria che si respira, cedendo anidride carbonica.3

La sua origine? Solitamente è virale o batterica. Nel primo caso, i responsabili della polmonite virale – che si manifesta soprattutto nei bambini – sono virus di tipo respiratorio. Nel caso della polmonite batterica, invece, è principalmente lo Streptococcus pneumoniae o pneumococco la causa principale scatenante.3

Cos’è? Spesso lo pneumococco risiede in modo del tutto innocuo nel tratto respiratorio superiore dell’organismo di adulti e bambini e in quello dei più piccoli (più precisamente localizzandosi nel naso e nella faringe), senza creare problemi. Quando, però, le difese immunitarie si abbassano o sono poco sviluppate – come nel caso dei bambini – il batterio riesce a superare la barriera naso-faringea, causando un’infezione alle vie respiratorie.4

Si parla, quindi, di polmonite batterica: più diffusa di quella virale, rappresenta la maggior parte dei casi di infezione.3

Le vie respiratorie si infiammano e gli alveoli polmonari si riempiono di liquido, rendendo difficoltoso il naturale scambio gassoso prodotto durante l’atto respiratorio e causando la tosse. Se l’infezione risulta particolarmente estesa, e quindi più grave, si può arrivare anche alla morte del paziente.3

A questo proposito i numeri raccontano una situazione severa, anche per quanto riguarda i più piccoli. Secondo i dati riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, solo le infezioni causate da pneumococco comportano ogni anno circa 1,6 milioni di decessi.5 Tra questi, circa un milione riguardano i bambini di età inferiore a 5 anni.3

Come riconoscere la polmonite in un bambino

 

Come riconoscere la polmonite in un bambino: modalità di contagio e principali sintomi

Lo pneumococco si trasmette da soggetto a soggetto attraverso le goccioline di saliva infette disperse nell’aria. Colpi di tosse, starnuti o anche parlare a distanza ravvicinata e toccare superfici contaminate, sono tutti possibili veicoli di contagio. La diffusione del batterio, poi, è favorita nei luoghi affollati: asili e scuole sono, tra gli altri, spazi in cui è più probabile venire a contatto con lo pneumococco e in cui il livello di attenzione dei genitori deve aumentare.4

Non sempre, però, si riesce ad anticipare il contagio. Come capire, allora, se il piccolo ha contratto la polmonite?

I sintomi più comuni e presenti a tutte le età sono la tosse, che può essere accompagnata da catarro, e la difficoltà a respirare.3

Tra gli altri sintomi tipici della polmonite spiccano, poi:

  • presenza di brividi;
  • sudorazione;
  • accelerazione del battito cardiaco;
  • sensazione di malessere generalizzato;
  • perdita di appetito;
  • respiro affannoso a volte accompagnato da dolori al torace.3

Soprattutto nei bambini, inoltre, un campanello d’allarme a cui prestare attenzione è l’insorgere della febbre che spesso si presenta elevata.2

Se il piccolo manifesta uno o più di questi sintomi, è fondamentale rivolgersi in modo tempestivo al medico: dato che nei bambini riconoscere se la polmonite è di origine batterica o virale è quasi impossibile, solo uno specialista può formulare una corretta diagnosi ed indicare la terapia più appropriata da seguire per guarire ed evitare complicazioni.1

 

Come curare la polmonite in età infantile: diagnosi e terapia

Se il piccolo presenta uno o più sintomi della polmonite è importante fissare tempestivamente una visita dal pediatra, per capire se è in corso la malattia.3

Soprattutto quando è in fase iniziale o in forma lieve, infatti, la polmonite può essere confusa con altre patologie o scambiata per un’infezione toracica o una bronchite. Un modo per capire se il polmone è a rischio? La valutazione della frequenza respiratoria, che risulta più elevata in caso di lesione.1

Una volta diagnosticata, la polmonite viene trattata con una terapia antibiotica: una prassi nei bambini di età superiore ai 2 anni a causa della difficoltà nel distinguere l’origine virale o batterica della malattia. Nei bambini di età inferiore ai 2 anni, soprattutto quando i sintomi sono lievi, è invece previsto un periodo di osservazione in alternativa ai medicinali: questo perché nei primi anni di vita la polmonite è spesso di carattere virale.1

In generale, ad ogni terapia vanno associati riposo e tanta idratazione: mamme e papà, per aiutare la guarigione, tenete il piccolo in casa, al caldo, e fatelo bere tanto!3

Come curare la polmonite in età infantile

 

Prevenzione: proteggere i bambini dalla polmonite si può

Mettere al riparo i bambini dalla polmonite è possibile, e gli strumenti a disposizione dei genitori sono più di uno.

I principali sono dettati dal buon senso come, ad esempio, quelli legati al rispetto delle norme igieniche di base. Tutte le persone che vengono a contatto con un bambino dovrebbero: 3

  • lavare spesso le mani, per evitare di contaminare le superfici e gli oggetti con i batteri;
  • coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce;
  • buttare via i fazzoletti di carta una volta usati.

Il contagio da pneumococco, inoltre, è prevenibile attraverso una vaccinazione specifica, che in Italia è raccomandata a tutti i bambini,3 e che viene somministrata in tre dosi durante il primo anno di età.

Secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017- 2019, la prima vaccinazione antipneumococcica avviene al terzo mese di vita, la seconda dose viene somministrata al quinto mese, mentre il terzo richiamo viene fatto tra l’undicesimo e il tredicesimo mese.6

Per ridurre al minimo il rischio di contrarre la polmonite è importante completare l’intero ciclo di vaccinazioni, assicurando così la massima protezione al bambino: considerato, infatti, che statisticamente il maggior numero di contagi avvengono tra i 6 e gli 11 mesi di vita del piccolo, eseguire entro quella data le prime due somministrazioni è fondamentale per ottenere una copertura efficace. Chiudere il ciclo, con la terza dose, garantisce, infine, una protezione dal batterio dello pneumococco a lungo termine.7

Una buona norma, quella della prevenzione, che ha dimostrato concretamente la sua efficacia: secondo uno studio recente, a partire dall’inserimento di questa vaccinazione nei programmi sanitari europei, il tasso di infezioni gravi da pneumococco riguardanti i bambini sotto i 5 anni è drasticamente sceso del 55%.4

 

Bibliografia

[1] Ansa. La polmonite in 8 domande e risposte. Disponibile al sito:  http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_bambini/notizie_dai_pediatri/2016/11/09/la-polmonite-in-8-domande-e-risposte-_799c27cd-bb0c-4047-ac43-c4405f6ecab6.html [Ultimo accesso 04/11/2021]

[2] Ok salute. Polmonite: cause, sintomi e vaccino. Disponibile al sito: https://www.ok-salute.it/salute/polmonite-cause-sintomi-cure-e-vaccino/ [Ultimo accesso 04/11/2021]

[3] Ministero della salute. Malattie infettive. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=121&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=1 [Ultimo accesso 04/11/2021]

[4] Vaccinarsì. Infezione da pneumococco. Disponibile al sito: https://www.vaccinarsi.org/scienza-conoscenza/malattie-prevenibili/pneumocco [Ultimo accesso 04/11/2021]

[5] World Health Organization (WHO), Weekly epidemiological record, No 12, 2007, 82, 93-104. Disponibile al sito: https://www.who.int/immunization/wer8212pneumococcus_child_Mar07_position_paper.pdf?ua=1 - :~:text=En 2005, l'OMS a,dans des pays en développement [Ultimo accesso 04/11/2021]

[6] PNPV, 2017-2019. Disponibile al sito: https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_4829_listaFile_itemName_0_file.pdf [Ultimo accesso 04/11/2021]

[7] Alain Gervaix et al., “Pneumococcal Vaccination in Europe: Schedule Adherence”, Clinical Therapeutics/Volume 36, Number 5, 2014 [Ultimo accesso 04/11/2021]

 

 

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