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Difterite

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CHE COS'É?

CHE COS'É LA DIFTERITE?

La difterite è una malattia contagiosa che si diffonde principalmente tramite le vie aeree, attraverso goccioline di saliva trasferite nell’aria da colpi di tosse o starnuti. L’infezione è provocata da un batterio che rilascia una tossina in grado di danneggiare o distruggere organi e tessuti, in particolare cuore, reni, fegato e sistema nervoso.

La malattia può causare danni anche permanenti: la percentuale di morti va dal 10% (in caso di trattamento) fino al 50% in caso di non trattamento1.

LE CAUSE

LE CAUSE DELLA DIFTERITE

A causare la difterite è il Corynebacterium Diphtheriae, un batterio che si riproduce sulla superficie delle mucose della gola e rilascia una tossina in grado di attaccare faringe, naso e talvolta le tonsille. Una variante presente soprattutto nelle zone tropicali provoca, invece, ulcere della pelle.2

La difterite in Italia ha fatto registrare, tra il 2000 e il 2014, sette casi di infezione: due provocati da Corynebacterium ulcerans (responsabile delle infezioni a livello cutaneo, più frequenti nei Paesi tropicali) e cinque dovuti a ceppi di Corynebacterium diphtheriae produttori di tossina. Dal 2015 ad oggi, invece, sono aumentate le segnalazioni (otto), nonostante solo un caso sia stato provocato dal batterio.3

I SINTOMI

I SINTOMI DELLA DIFTERITE

L’infezione può restare invisibile per qualche tempo, dai 2 ai 5 giorni, nel cosiddetto periodo di incubazione. Se colpisce l’apparato orofaringeo, nell’arco di 2/3 giorni si forma sulla superficie della faringe e delle tonsille una membrana grigiastra, dai margini infiammati, che può arrivare a cambiare colore (diventando verdastra o nera) e sanguinare.4

Tra i primi sintomi della difterite troviamo generalmente:

  • mal di gola;
  • perdita dell’appetito;
  • febbre leggera e/o brividi;
  • sensazione di debolezza.

Esistono anche sintomi di difterite secondari, tra cui:

  • gonfiore a livello del collo;
  • difficoltà a respirare, come conseguenza dell’ostruzione delle vie respiratorie.

Intervenendo sulla patologia con i farmaci, il decorso è generalmente benigno.

In caso di complicanze, però, possono sorgere problemi:

  • al cuore;
  • al sistema nervoso.2

Come si trasmette

COME SI TRASMETTE

La difterite è molto contagiosa: le persone infette e non curate, anche se in assenza di sintomi, possono trasmetterla ad altri soggetti durante le 6 settimane successive al contagio. I pazienti curati con antibiotici, invece, smettono di essere contagiosi dopo circa 4 giorni dall’assunzione dei farmaci.

Il batterio della difterite si trasmette generalmente per contatto diretto tra persone o, in casi più difficili, toccando oggetti contaminati.2

I casi più frequenti di contagio diretto riguardano:

  • vicinanza a persone infette che tossiscono o starnutiscono;
  • contatto con ferite infette;
  • contatto con oggetti su cui si è depositato il batterio.5

Chi è a rischio

CHI E' A RISCHIO

La malattia può colpire soggetti di qualsiasi età, in particolar modo durante i mesi invernali per quanto riguarda i Paesi con clima temperato.

Esistono tuttavia categorie di persone più a rischio:

  • i bambini (la difterite dei bambini è più frequente durante il primo anno di vita);
  • chi non ha eseguito la vaccinazione per la difterite;
  • chi viaggia in zone in cui la malattia è diffusa4 come Yemen e America Latina.6

DIAGNOSI

COME SI RICONOSCE LA DIFTERITE: LA DIAGNOSI

Caratteristica della difterite è la patina grigiastra provocata dalla tossina sulla superficie della gola o sulle ulcere della pelle5.
Oltre all’indicazione visiva della diagnosi, la difterite può essere confermata da un test di laboratorio che individua tracce del Dna del batterio2.

PREVENZIONE E VACCINO

TRATTAMENTO E PREVENZIONE CON IL VACCINO PER LA DIFTERITE

Per curare con successo la difterite bisogna essere tempestivi. In caso d’infezione il paziente deve assumere due tipi di farmaco:

  • l’antitossina, anticorpo che contrasta gli effetti della tossina;
  • l’antibiotico, che punta ad eliminare i batteri della difterite.

Per evitare contagi, inoltre, il paziente viene posto in isolamento e, a seconda della gravità dei casi, possono essere somministrati antibiotici anche alle persone entrate in contatto con lui.

Oltre alla cura della difterite, è fondamentale la prevenzione. I vaccini per la difterite rappresentano uno strumento preventivo molto efficace, particolarmente indicato per i bambini e per gli adulti non vaccinati che viaggiano in zone a rischio.4

Lo schema di prevenzione della difterite in Italia è ben definito e prevede:

  • un vaccino esavalente, nel primo anno di vita: protegge da pertosse, tetano, poliomielite, epatite virale B, Haemophilus influenzae tipo B e difterite;
  • due richiami, in vista dell’ingresso nella scuola primaria (tra i 5 e i 6 anni) e poi tra gli 11 e i 18 anni, generalmente in combinazione con i vaccini per tetano, pertosse e polio;
  • negli adulti, un richiamo ogni dieci anni, preferibilmente con il vaccino trivalente per difterite, tetano e pertosse (dTpa).2

Referenze

[1] US Department of Health and Human Services, National Center for Immunization and Respiratory Diseases, Division of Bacterial Diseases, disponibile all’indirizzo https://www.cdc.gov/diphtheria/index.html [ultimo accesso 10/03/2019]

[2] Ministero della Salute, Malattie infettive, disponibile all’indirizzo http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=2&area=Malattie_infettive [ultimo accesso 10/03/2019]

[3] Fondazione Umberto Veronesi, disponibile all’indirizzo https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario-delle-malattie/difterite#section-1 [ultimo accesso 10/03/2019]

[4] Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Portale Epicentro disponibile all’indirizzo https://www.epicentro.iss.it/difterite/ [ultimo accesso 10/03/2019]     

[5] Humanitas Research Hospital, https://www.humanitas.it/malattie/difterite [ultimo accesso 10/03/2019]

[6] European Centre for Desease Prevention and Control, novembre 2017, disponibile all’indirizzo https://ecdc.europa.eu/sites/portal/files/documents/Communicable-disease-threats-report-25-nov-2017_0.pdf [ultimo accesso 8/07/2019]

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