ARTICOLO

La vaccinazione nella fascia pediatrica

23 Maggio 2022

I programmi di vaccinazione per COVID-19 sono stati estesi ai bambini molto più tardi rispetto agli adulti sia per la quantità di tempo impiegata a raccogliere un numero sufficiente di dati relativi a sicurezza ed efficacia1 che per la loro naturale tendenza ad ammalarsi in maniera più lieve.​​​​​


I bambini, finora, si sono ammalati in percentuale minore e gli studi suggeriscono che, comunque, non siano i principali vettori di trasmissione della patologia.1 Tuttavia, hanno dovuto sopportare alcuni dei maggiori impatti indiretti della pandemia: l’interruzione dell’istruzione, la riduzione delle opportunità sociali e di sviluppo.1
Gli effetti negativi che ne sono derivati costituiranno una preoccupazione anche in futuro per le famiglie e per i pediatri.1

Con la circolare del Ministero della Salute 0056429 del 7 dicembre 2021, la vaccinazione per COVID-19 è stata estesa anche ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.2
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5 motivi per vaccinare i bambini

1. Per proteggerli dal COVID-19 e dal potenziale ricovero in ospedale
2. Per diminuire la probabilità di trasmettere il virus a familiari e amici 
3. Per evitare di tenerli a casa da scuola 
4. Per poter permettere loro un ritorno alla socialità facendo sport e altre attività extrascolastiche
5. Per ridurre la diffusione del virus all'interno della comunità3
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Le domande più frequenti 
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I bambini si ammalano di COVID-19?​​​​​​​
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Ad esempio, nella penultima settimana di gennaio:
• 12-15 anni: rallenta la crescita del tasso di incidenza
• 6-19 anni: diminuisce il tasso di incidenza dalle due settimane precedenti
• 0-11 anni: aumento dei casi diagnosticati per 100.000 abitanti
• 0-19 anni (esclusione la fascia 5-11 anni): decrescita del tasso di ospedalizzazione.5
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Qual è il rischio dei bambini legato all’ospedalizzazione e al ricovero in terapia intensiva? ​​​​​​​

Pur avendo sintomi lievi e un rischio di morte molto basso, alcuni bambini sviluppano malattie respiratorie significative che richiedono il ricovero ospedaliero.4 

In Italia, dall’inizio dell’epidemia al 26 gennaio 2022, su 2.009.862 casi complessivi nella fascia di popolazione compresa tra gli 0 e i 19 anni, 5 sono stati registrati 759.797 casi di COVID-19 tra i bambini di 5-11 anni e 450.956 casi di COVID-19 nella fascia di età 12-15 anni. Di questi, 2.470 sono stati ospedalizzati, 58 hanno dovuto essere ricoverati in terapia intensiva e 11 sono morti.5  (Cfr. Tabella I5)

​​​​​​​Tabella I


    ​​​​​​I bambini che richiedono l’ospedalizzazione, o che hanno esiti più gravi, hanno spesso patologie croniche.4 Le comorbilità più comuni nei bambini ospedalizzati sono diabete, malattie gastrointestinali, neurologiche, cardiache e polmonari (asma), obesità.4
                             

    Quali conseguenze fisiche può avere il Covid-19 su un bambino?
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    MIS-C (Multisystem Inflammatory Syndrome in Children)
    Un numero limitato di pazienti può andare incontro alla Sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nota come MIS-C (Multisystem Inflammatory Syndrome in Children).6 Pur essendo una complicanza che interessa, a seconda delle casistiche, 3-4,5 individui ogni 10.000 infettati da Sars-CoV-2 al di sotto dei 21 anni,8 richiede un approccio tempestivo e finalizzato alla rapida impostazione del trattamento che, a oggi, si è dimostrato efficace nel prevenire un quadro clinico critico.6 
    Si caratterizza, infatti, per il frequente interessamento del cuore, dell’apparato gastrointestinale e per la presenza di febbre elevata (≥38°C), segni di shock e dolori addominali.7 I bambini che sviluppano la sindrome sono generalmente sani in precedenza e l'infezione primaria con SARS-CoV-2 è solitamente lieve o asintomatica.4

    Long-COVID
    Un’altra conseguenza della patologia acuta causata da SARS-CoV-2 è il Long-COVID che può manifestarsi anche tra i giovanissimi. Determina la comparsa di una sintomatologia tardiva che può persistere per diversi mesi: febbre, affaticamento, cefalea, manifestazioni cutanee, disturbi gastroenterici, dispnea, difficoltà di concentrazione e disfunzioni cognitive.6

    Quali conseguenze psicologiche ha provocato il lockdown?​​​​​​​​​​​​

    Una meta-analisi di 102 studi effettuati a livello mondiale9 ha evidenziato quanto la pandemia di COVID-19 abbia influenzato l’aspetto psicologico di bambini e adolescenti9 (6-18 anni nella maggior parte degli studi).9 
    Sono stati presi in considerazione diversi punti:

    • ​​​​​​​impatto a livello emotivo e comportamentale:9 in generale si è registrato una riduzione dell’attività fisica, un aumento delle abitudini sedentarie e del tempo passato davanti a uno schermo o dell'uso della tecnologia e dei social media. Uno studio ha discusso di un aumento dell'assunzione di alcol e cannabis. Alcuni hanno anche mostrato un aumento dell'uso di social media, televisione e smartphone tra i bambini, spesso proporzionale alla gravità dell'ansia. L'associazione tra aumento dello stress o sintomi di disagio emotivo associati a una ridotta attività fisica sembra essere un punto in comune tra i diversi studi9

    • ​​​​​​​sintomi correlati all’angoscia e allo stress emotivo:9 i risultati complessivi hanno mostrato livelli variabili di ansia e sintomi depressivi nella popolazione, con maggiore gravità tra le femmine e gli adolescenti più anziani.9

    impatto sul sonno:9 la maggior parte degli studi ha mostrato un peggioramento generale, dato da aumento del tempo di latenza e della durata del sonno e una ridotta qualità complessiva del sonno9

    • studi sulla qualità della vita/benessere/capacità adattativa/resilienza:9 la maggior parte degli studi ha mostrato un peggioramento della qualità della vita e uno stress insorto a causa del rapporto coi genitori. Tuttavia, la maggior parte degli adolescenti, secondo diversi studi, ha mostrato un comportamento adattivo e una capacità di fronteggiare la difficoltà9
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    I bambini possono contrarre e trasmettere il SAR-CoV-2?​​​​​​​​​​​​

    La trasmissione del coronavirus a/da/tra i bambini è influenzata da molteplici fattori, tra cui il tipo e la gravità dei sintomi, la carica virale, la durata della diffusione e la variante del virus.4 C'è una diffusione limitata di SARS-CoV-2 nelle scuole quando vengono usate le misure contenitive comportamentali (distanziamento, mascherina, igienizzazione delle mani, etc.), tuttavia, la trasmissione di SARS-CoV-2 negli ambienti scolastici è intrinsecamente difficile da valutare, in particolare durante i periodi di picco poiché la trasmissione attribuita alle scuole potrebbe essersi verificata in altri luoghi.4


    ​​​​​​​La vaccinazione è sicura? Chi si occupa di monitorare il rapporto rischio/beneficio?

    ​​​​​​​Benefici e rischi di ogni vaccinazione, compresi quelli per Covid-19, vengono attentamente valutati durante le procedure di autorizzazione e rivalutati continuamente dopo l’immissione in commercio.10 

    La farmacovigilanza è quell’insieme di attività che hanno lo scopo di raccogliere continuamente tutti i dati sulla sicurezza e le informazioni disponibili sull’uso dei prodotti medicinali (farmaci e vaccini). Questa analisi continua serve anche ad assicurare che il rapporto beneficio/rischio si mantenga favorevole nel tempo, cioè a garantire che i benefici per la salute siano superiori ai rischi.10 
    Periodicamente, dunque, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e i Centri Regionali di Farmacovigilanza effettuano valutazioni approfondite sui sospetti eventi avversi segnalati allo scopo di identificare eventuali problematiche di sicurezza.10 

    Anche per quanto riguarda le vaccinazioni anti-COVID-19 i dati raccolti sono resi noti alla popolazione tramite il sito dell’AIFA.10 ​​​​​​​

    Ad esempio, nel nono report che descrive le segnalazioni di eventi avversi tra il 27 dicembre 2020 e il 26 settembre 202111 si legge che sono state inserite 120 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate (indipendentemente dal vaccino e dalla dose somministrata)11 e, per quanto riguarda la fascia di età tra i 12 e i 19 anni il tasso di segnalazione è di 24 eventi avversi ogni 100.000 dosi somministrate.11

    Quando il rapporto beneficio/rischio di un qualsiasi prodotto rimane invariato, non cambia nulla e rimane ovviamente in commercio;10 ma, qualora i rischi superassero i benefici, il suo utilizzo verrebbe sospeso/revocato e il medicinale ritirato.10

     

    Quali sono le reazioni avverse più frequenti registrate nei soggetti vaccinati per COVID-19?

     
    Il sistema di farmacovigilanza ha permesso di raccogliere un elenco delle reazioni avverse più frequenti:

    • dolore, gonfiore, arrossamento nel sito di iniezione
    • febbre
    • stanchezza
    • mal di testa
    • dolori muscolari o articolari.10 

    Si tratta di reazioni non gravi, di entità lieve o moderata che, seppur fastidiose, si risolvono in poche ore o pochi giorni.10 
    Come per tutti i farmaci sono inoltre possibili, seppur rarissime, reazioni di tipo allergico fino allo shock anafilattico.
    Per questo le vaccinazioni vengono eseguite in contesti sicuri da personale qualificato ed è previsto un periodo di osservazione di almeno 15 minuti dopo la vaccinazione. Un altro aspetto di cui si tiene conto è che, in seguito all’iniezione, si possono verificare anche reazioni di tipo ansioso che vanno dalla sensazione di stare per svenire fino allo svenimento vero e proprio, per cui il personale presta attenzione a evitare che il soggetto si faccia male cadendo.10 
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    Rischio di miocardite e pericardite con vaccini m-RNA

     
    La miocardite e la pericardite sono condizioni infiammatorie cardiache che presentano una serie di sintomi, tra cui mancanza di respiro, battito cardiaco accelerato con o senza palpitazioni e dolore toracico.12
    Il comitato per la sicurezza dell’EMA (PRAC), in seguito alla revisione di due ampi studi epidemiologici europei sulla vaccinazioni con vaccini COVID-19 a mRNA,12 ha confermato il rischio di miocardite e pericardite, stabilendo comunque che il rischio è molto raro (frequenza: meno di 1 persona su 10.000 persone vaccinate).12 Tali condizioni infiammatorie possono svilupparsi entro pochi giorni dalla vaccinazione e, più spesso, dopo la seconda somministrazione.12 I dati mostrano che l'aumento del rischio di miocardite dopo la vaccinazione è maggiore nei maschi più giovani.12 Dagli studi si evince che il decorso della miocardite e della pericardite dopo la vaccinazione non è diverso dalla miocardite o dalla pericardite nella popolazione generale.12 
    L'EMA conferma che i benefici di tutti i vaccini autorizzati continuano a superare i rischi, considerato il rischio di malattia da COVID-19 e complicazioni correlate.12

    Bibliografia

    1. Howard-Jones AR, Bowen AC, Danchin M, Koirala A, Sharma K, Yeoh DK, Burgner DP, Crawford NW, Goeman E, Gray PE, Hsu P, Kuek S, McMullan BJ, Tosif S, Wurzel D, Britton PN. COVID-19 in children: I. Epidemiology, prevention and indirect impacts. J Paediatr Child Health. 2021 Oct 13. doi: 10.1111/jpc.15791. Epub ahead of print. PMID: 34643307.
    Disponibile al sito: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34643307/ 
    [Ultimo accesso  25/11/2021]

    2. Ministero della Salute. Circolare 0056429 del 7 dicembre 2021. Estensione di indicazione di utilizzo del vaccino Comirnaty (BioNTech/Pfizer) per la fascia di età 5-11 anni.
    Disponibile al sito:
    https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2021&codLeg=84353&parte=1%20&serie=null
    [Ultimo accesso 03/01/2021]

    3. Nationwide Children’s Hospital (Columbus, OH):  COVID-19 Vaccines for Children 5-11 Years Old: What Parents Need to Know.
    Disponibile al sito:
    https://www.nationwidechildrens.org/family-resources-education/health-wellness-and-safety-resources/covid-19/vaccine-qa-for-parents - [Ultimo accesso  25/11/2021]

    4. ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control): COVID-19 in children and the role of school settings in transmission - second update. Technical report, 8 Luglio 2021.
    Disponibile al sito:
    https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/COVID-19-in-children-and-the-role-of-school-settings-in-transmission-second-update.pdf
    [Ultimo accesso  25/11/2021]

    5. Istituto Superiore di Sanità. COVID-19: sorveglianza, impatto delle infezioni ed efficacia vaccinale. Aggiornamento del 26/01/2022.
    Disponibile al sito:
    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_26-gennaio-2022.pdf[Ultimo aggiornamento: 03/01/2022]

    6. Istituto Superiore di Sanità. Indicazioni ad interim di gestione del Long-COVID. Rapporto ISS COVID-19 n° 15/2021.
    Disponibile al sito:
    https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+15_2021.pdf/a97f5be0-983b-efaa-2638-3cafc8380296?t=1625124332301 [Ultimo accesso  25/11/2021]

    7. Istituto Superiore di Sanità. Indicazioni ad interimsu malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2. Rapporto ISS COVID-19 n°29/2020.
    Disponibile al sito:
    https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+29_2020+%282%29.pdf/676c45b8-47db-3677-b3d4-8d04c41c5253?t=1591606064479 [Ultimo accesso  /07/2021]

    8. Dionne, Audrey MD*,†; Son, Mary Beth F. MD†,‡; Randolph, Adrienne G. MD†,§,¶ An Update on Multisystem Inflammatory Syndrome in Children Related to SARS-CoV-2, The Pediatric Infectious Disease Journal: January 2022 - Volume 41 - Issue 1 - p e6-e9. doi: 10.1097/INF.0000000000003393

    9. Chawla, N., Tom, A., Sen, M. S., & Sagar, R. (2021). Psychological Impact of COVID-19 on Children and Adolescents: A Systematic Review. Indian journal of psychological medicine, 43(4), 294–299. 
    Disponibile al sito:
    https://doi.org/10.1177/02537176211021789  - [Ultimo aggiornamento 03/01/2022]

    10. AIFA. Vaccini COVID-19. Domande e risposte sulla farmacovigilanza. 
    Disponibile al sito:
    https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1297852/faq_farmacovigilanza_vaccini_covid-19.pdf 
    [Ultimo accesso  25/11/2021]

    11. Farmacovigilanza. Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19. Report 9: 27/12/2020-26/09/2021.
    Disponibile al sito:
    https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_9.pdf 
    [Ultimo accesso  27/11/2021]

    ​​​​​​​12. EMA (European Medicines Agency). Highlights della riunione del Comitato per la valutazione dei rischi in farmacovigilanza (PRAC) 29 novembre - 2 dicembre 2021. Aggiornamento sul rischio di miocardite e pericardite con vaccini mRNA.
    Disponibile al sito:
    https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1289823/IT_Meeting_highlights_PRAC_12.2021.pdf/ddf2366d-f9e5-c8d8-eff8-65442980b47a [Ultimo accesso: 03/01/2022]

     

     

    PP-UNP-ITA-0115

    Yes

    E' fondamentale saper riconoscere i sintomi con cui la polmonite si manifesta.

    29 Novembre 2021
    Detailed description: 
    Description to the right of Yellow bar: 

    Se seguire uno stile di vita che preservi dall’esposizione ai rischi di contrarre la polmonite è molto importante, altrettanto fondamentale è saper riconoscere i sintomi con cui la polmonite si manifesta, soprattutto negli anziani.

    Large Image: 
    Anziani e polmonite: i sintomi da non sottovalutare negli over 65
    Blockquotes in pink: 

    La polmonite si manifesta con sintomi comuni, non specifici, che per questo possono essere sottovalutati2.

    Main Description: 

    Si tratta di un’infezione a carico degli alveoli polmonari, che può compromettere in misura più o meno grave il processo di respirazione:1 i fenomeni infiammatori che si instaurano nel polmone, fanno sì che si accumuli del liquido all’interno degli alveoli, ostacolando lo scambio gassoso.1

    La polmonite si manifesta con sintomi comuni, non specifici, che per questo possono essere sottovalutati,2 o assimilati a quelli di altre patologie meno gravi: spesso può essere confusa, ad esempio, con una bronchite. In particolare, nella terza età, la polmonite può decorrere in maniera del tutto atipica2 senza mostrare, a una prima analisi, nessun sintomo evidente.

     

    Come riconoscere la polmonite? I 10 sintomi che suggeriscono agli anziani di consultare il medico

    I sintomi rappresentano le manifestazioni con cui una malattia si presenta e seppur fastidiosi, sono necessari campanelli di allarme che ci suggeriscono di consultare il medico.

    Soprattutto nella terza età, è estremamente importante essere in grado di individuare tempestivamente i sintomi della polmonite, e contattare subito il proprio medico qualora se ne sospetti l’insorgenza.

    Il fattore “tempo” non è infatti da sottovalutare, se si considera che la polmonite può presentarsi in un ampio ventaglio di gradi di severità: dalla forma relativamente mite fino a manifestazioni gravi con decorsi che possono essere di alcuni giorni ma anche molto rapidi,3 potendo peggiorare in 24-48 ore.4

    Vediamo quali sono i 10 sintomi della polmonite da non sottovalutare:3

    1. Febbre
    2. Tosse
    3. Dolore toracico
    4. Difficoltà respiratoria
    5. Dolori ossei e articolari
    6. Tachicardia (frequenza cardiaca accelerata)
    7. Nausea
    8. Vomito
    9. Diarrea
    10. Stato confusionale

    Si tratta di sintomi per lo più comuni a diverse malattie; l’estrema variabilità dei singoli sintomi può inoltre rendere la loro interpretazione ancora più difficile (i sintomi gastrointestinali compaiono ad esempio solo in 1 caso su 5).3

     

    «Su 100 adulti che si presentano dal proprio medico curante, con sintomi a carico delle basse vie respiratorie, la polmonite viene diagnosticata in un numero di casi tra 5 e 12; di questi, circa 1 su 4 necessita di ricovero ospedaliero.5»

     

    I sintomi della polmonite costituiscono una manifestazione della risposta infiammatoria del nostro organismo all’infezione.3

    La gravità dei sintomi può essere molto variabile, perché legata al quadro clinico del singolo individuo.3

    Si raccomanda dunque di consultare il medico senza indugi, soprattutto agli ultrasessantacinquenni.

                             

    Polmonite negli over 65: saper riconoscere i sintomi (anche quando non si vedono)

    Nella valutazione dei sintomi è necessario sapere che, entrando nella terza età, si verificano naturalmente delle trasformazioni fisiologiche in grado di modificare il modo in cui il nostro corpo reagisce agli stimoli esterni.2

    Solo il 40% degli anziani presenta infatti i sintomi tipici delle malattie, riconoscibili secondo un modello tradizionale di interpretazione. Nella terza età è molto più comune che la malattia si manifesti in maniera atipica.2

    Prendiamo in esame alcuni sintomi, e vediamo a titolo di esempio come questi possono modificarsi fino addirittura a scomparire nel paziente anziano:

    • Tosse: solitamente la polmonite, in particolare quella di origine batterica, è associata ad una tosse grassa, con produzione di espettorato6 (comunemente detto catarro). Spesso però nel paziente anziano il riflesso della tosse è molto ridotto,6 a causa di una diminuita capacità dei muscoli preposti a questa funzione.
    • Espettorato: viene solitamente prodotto nel corso della polmonite; ma negli anziani la sua produzione può diminuire fortemente, a causa della disidratazione che spesso accompagna gli Over 65, insieme alla ridotta funzionalità di muscoli e sistemi preposti alla fuoriuscita dell’espettorato (comunemente detto catarro).6 Per questa ragione si rende difficile prelevare i campioni di espettorato necessari per identificare la causa della polmonite (si pensi che solo 6 anziani su 10 riescono a produrre un campione utile all’analisi).3
    • Febbre: con l’avanzare dell’età diminuisce la capacità dell’organismo di regolare la propria temperatura. É per questo motivo che la temperatura dell’anziano risulta inferiore rispetto a quella media,7 ed è difficile riscontrare febbre alta. Più frequente, quale sintomo, diventa la comparsa dell’ipotermia al posto dell’ipertermia:2 la temperatura corporea diminuisce anziché aumentare.

    Considerando questi aspetti è evidente come nel soggetto anziano i segni e i sintomi di polmonite si presentino spesso in modo atipico e subdolo.8 Alle manifestazioni tipiche possono infatti sostituirsi stato confusionale, letargia, apatia e forte inappetenza,

    vale a dire un peggioramento dello stato di salute generale (la cosiddetta infezione silente) senza la febbre alta tipica della polmonite,8 che si riscontra infatti solo nella metà dei casi.8

    L’incapacità di riconoscere i sintomi atipici risulta particolarmente pericolosa, perché compromette la tempestività dei trattamenti.2

    Le 3 domande che il medico si pone in caso di sospetta polmonite nell’anziano

     

    Le 3 domande che il medico si pone in caso di sospetta polmonite nell’anziano

    Quando un anziano sopra i 65 anni si presenta dal proprio medico con sintomi compatibili con la polmonite, probabilmente è ignaro del fatto che nel corso della visita il suo medico si stia ponendo almeno 3 domande:

    1. É davvero polmonite?3
    2. Se sì, dove va trattata?8
    3. E, infine: Come va trattata?5

     É davvero polmonite?

    Si è già spiegato come la polmonite nell’anziano possa presentarsi in maniera subdola e silente; in alcuni casi l’unico sintomo può essere addirittura il solo stato confusionale.3

    Seppur con sintomi modesti, la polmonite non dovrebbe comunque sfuggire a:

    • Attenta auscultazione polmonare2
    • Rilevazione dell’aumento della frequenza respiratoria 2
    • Esame radiologico (lastra toracica)3

    In particolare, la radiologia del torace è la tecnica diagnostica di scelta per confermare una polmonite,8 grazie al costo contenuto e alla bassa dose di radiazioni.8 Consente inoltre di valutare localizzazione, estensione e severità del caso analizzato.8

     

    Dove trattare la polmonite?

    Una volta accertata la diagnosi, è necessario valutare dove la persona affetta da polmonite debba essere trattata: se presso la propria abitazione oppure in ospedale.

    Questa decisione deve essere guidata, oltre che dalla gravità dei sintomi, anche da una valutazione di patologie preesistenti (eventuali comorbilità) e dall’eventualità di condizioni che possano compromettere il trattamento domiciliare.8

    Dal 2003 viene suggerito l’utilizzo di un semplice algoritmo denominato CURB-65, che consente di stabilire se sia più indicato il trattamento domiciliare oppure quello ospedaliero. L’algoritmo utilizza 5 caratteristiche come:8

    • Età
    • Stato confusionale
    • Azotemia (contenuto di azoto libero nel sangue)
    • Frequenza respiratoria
    • Pressione arteriosa 

    In funzione delle 5 caratteristiche cliniche, viene assegnato un punteggio che va da 0 a superiore o uguale a 3 consentendo la seguente stratificazione dei casi:8

    • CURB-65 = 0-1
      • GRUPPO 1: Mortalità Bassa
      • Trattamento domiciliare
        (Non si ritiene necessaria l’ospedalizzazione)
    • CURB-65 = 2
      • GRUPPO 2: Mortalità Intermedia
      • Trattamento in ospedale
        (Breve ricovero o Day Hospital supervisionato)
    • CURB-65 = 3-5
      • GRUPPO 3: Mortalità Alta
      • Ricovero ospedaliero come polmonite severa
        (Possibile ammissione in terapia intensiva se CURB-65 = 4-5)

     

    Come trattare la polmonite?

    L’approccio iniziale alla polmonite è quasi sempre empirico, dal momento che il medico non può conoscere con certezza l’agente che l’ha causata (batterio, virus etc.).3

    I soli sintomi, infatti, non consentono di distinguere tra polmonite virale, polmonite batterica o altre tipologie come ad esempio la polmonite pneumocistica (una polmonite trasmessa da un fungo, che colpisce in particolare persone immunodepresse).4

    È noto però con certezza che i batteri continuano a essere la più frequente causa di polmonite negli anziani; tra questi lo Streptococcus Pneumoniae, più conosciuto come pneumococco, è tuttora il più rilevante.6

    Per questa ragione le polmoniti a bassa gravità vengono trattate con antibiotici, in questo modo:

    • Si inizia con unico antibiotico (monoterapia) per 5 giorni 5
    • Si prosegue oltre i 5 giorni, qualora non si sia ottenuto il miglioramento atteso dopo i primi 3 giorni di trattamento 5

    Nelle polmoniti a gravità intermedia o alta si utilizza invece una terapia combinata, ovvero un’associazione di più antibiotici,5 per almeno 7 giorni di trattamento.5

    Nelle persone ricoverate in ospedale per polmonite è importante però considerare che se da un lato la tempestività nella somministrazione di antibiotici migliora il decorso della malattia,5 ad essa devono seguire ulteriori indagini volte a identificare la causa della polmonite, per evitare l’assunzione di antibiotici in maniera inappropriata 5 (soprattutto in soggetti immunocompromessi o affetti da comorbilità).

    Infatti, sebbene la maggior parte delle polmoniti risultino solitamente ascrivibili allo S. pneumoniae,6 esistono dei microorganismi cosiddetti atipici, come anche virus e funghi capaci di causare la polmonite, che devono essere adeguatamente trattati con apposita terapia.

    Nel caso di pazienti ricoverati in ospedale la tempestività del trattamento iniziale deve essere quindi accompagnata da ulteriori test diagnostici, volti all’identificazione dell’agente che ha causato la polmonite, per poter così adeguare il trattamento farmacologico.3

    Quanto durano i sintomi della polmonite?

     

    Quanto durano i sintomi della polmonite?

    Molte persone non sanno cosa aspettarsi dalla convalescenza dopo una polmonite:5 conoscere i tempi di recupero può aiutare ad affrontare la convalescenza più serenamente in attesa della completa guarigione, oppure a far emergere la necessità di un nuovo consulto medico.5

    È importante in ogni caso tenere in considerazione che la rapidità della guarigione è strettamente legata alla gravità della polmonite.5

    In linea generale la scomparsa dei sintomi segue però le seguenti tempistiche:

     

    1 settimana

    ⮚      

    Scomparsa della febbre 5

    4 settimane

    ⮚      

    Sostanziale riduzione del dolore toracico e del catarro 5

    6 settimane

    ⮚      

    Sostanziale riduzione della tosse e della mancanza di respiro 5

    3 mesi

    ⮚      

    Scomparsa della maggior parte dei sintomi, tranne un possibile senso di affaticamento 5

    6 mesi

    ⮚      

    Ritorno alla normalità 5

     

    È bene consultare il medico in caso di mancato miglioramento delle condizioni cliniche rispetto alle attese.5

     

    Bibliografia

    [1] Malattie Infettive. Polmonite. Ministero della Salute. Disponibile al sito: http://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=121&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=1 [Ultimo accesso 04/11/2021]

    [2] G. Salvioli et al. Manuale di Competenze in Geriatria ITEM18. Società Italiana di Geriatria e Gerontologia. 2018. Disponibile al sito https://www.sigg.it/wp-content/uploads/2018/05/Item-18_La-presentazione-atipica-delle-malattie-nel-paziente-anziano.pdf [Ultimo accesso 04/11/2021]

    [3] L. A. Mandell Community-acquired pneumonia: An overview. Postgrad. Med., 2015; 127(6): 607-615_ DOI: 10.1080/00325481.2015.1074030 [Ultimo accesso 04/11/2021]

    [4] Polmonite_Istituto Superiore di Sanità, www.issalute.it, Disponibile al sito: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/polmonite?highlight=WyJwb2xtb25pdGUiXQ== [Ultimo accesso 04/11/2021]

    [5] A. Cartabellotta, A. Potena Best Practice_Linee guida per la diagnosi e il trattamento della polmonite acquisita in comunità negli adulti. Evidence_Gimbe Foundation_Aprile 2015; Vol. 7(4) e1000110 [Ultimo accesso 04/11/2021]

    [6] B.A. Cunha. Pneumonia in the elderly. Clin Microbiol Infect 2001; 7: 581–588 [Ultimo accesso 04/11/2021]

    [7] ND Greg Kelly. Body Temperature Variability (Part 1): A Review of the History of Body Temperature and its Variability Due to Site Selection, Biological Rhythms, Fitness, and Aging. Alt. Med. Review 2006; Vol. 11(4): 278-293 [Ultimo accesso 04/11/2021]

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    CODICE GCMA PP-VAC-ITA-0697

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    In particolare, nella terza età, la polmonite può decorrere in maniera del tutto atipica2.

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